odontoiatriaesalute

Cerca
ALMANACCO di PaginaInizio.com

Vai ai contenuti

odontoiatria e salute

curiosità

Le gengive infiammate possono essere una spia del diabete

I risultati ottenuti da un gruppo di ricercatori dell'università di New York, pubblicati sul Journal of Public Health Dentistry confermano che il 93 per cento di chi va dal dentista per una parodontite, l'infiammazione delle gengive, è a rischio diabete.
I ricercatori hanno passato al vaglio oltre 2900 adulti non diabetici partecipanti al National Health and Nutrition Examination Survey del 2003-2004, un'ampia indagine voluta dai Centers for Diseases Control statunitensi per «tastare il polso» alla salute e allo stile di vita della popolazione americana.
Usando i criteri dell'American Diabetes Association, che raccomandano lo screening per il diabete negli over 45 in sovrappeso e nei più giovani che oltre a essere in sovrappeso hanno anche un altro fattore di rischio per il diabete, i medici si sono resi conto che il 93 per cento dei pazienti con malattia parodontale doveva essere considerato a rischio diabete e avrebbe dovuto sottoporsi a un test della glicemia, contro il 63 per cento delle persone senza problemi gengivali. In chi soffriva di parodontite, inoltre, gli autori hanno rilevato più spesso la presenza di almeno due fattori di rischio aggiuntivi per il diabete, come l'ipertensione o la familiarità.

I parti cesarei favoriscono la carie?

Uno studio condotto su 156 bambini nati a New York, e riportato dal settimanale L'Espresso, ha evidenziato per la prima volta come il parto cesareo abbia un effetto dannoso sulla futura salute dei denti dei bambini. Il professor YiLi, dell'Università di New York, ha studiato 156 bambini, scoprendo che in quelli nati con parto cesareo i batteri principali responsadella carie, Streptococcus mutans, compaiono in media dopo 17 mesi, contro i 29 mesi di quelli nati per parto naturale. La spiegazione porisiedere nel fatto che il parto naturale espone i bambini a un ambiente ricco di batteri, che ne fortile difese naturali. In pasaltri studi avevano diche una comparsa preematura dei batteri porta a una maggiore incidenza della carie nei bambini. Fonte: L'Espresso

Baciare allunga la vita: si vive cinque anni di più

Dolci, delicati, appassioche siano,i baci sono senza dubbio la quintesdell'amore. Ma non solo. Il giornale berlinese B.Z. ha rivelato tutta una serie di curiosità sul bacio, comprese alcune mediche e curative.
Si apprende così che, secondo ricerche di scienziati americani, quelli che baciano di più vivono 5 anni più a lungo rispetto a quelli che invece snobbano o non prediligono le delizie dei baci.
I! bacio poi sarebbe utile anche a prevenire la carie. Attraverso l'accresciuta salivazione, nello smalto dentario giungerebbero infatti minerali idonei a indue rafforzarlo.
I! bacio agirebbe al tempo stesso come una sorta di vaccinazione orale: nei casi soprattutto di baci particolarmente lunghi e intensi verrebbero trasmessi moltissimi batteri. Il corpo è così costretto a reagire con la ~reazione di sostanze di difesa. E stato calcolato che due persoche si baciano esercitano sulle rispettive labbra una prescorrispondente a un peso fino a 15chilogrammi. E il cocktail di ormoni che si svilupfa bene alla struttura delle labbra e contribuisce ad avere una pelle più liscia.
La provincia di Lecco


Digrignare i denti? Un segnale di “fuga” dallo stress

È un disturbo che colpisce circa il 10% della popolazione e che si manifesta generalmente durante le prime fasi del sonno, causando danni alla dentatura e possibili dolori ai muscoli e alla testa. A svelare le possibili cause del bruxismo, ovvero il digrignamento notturno dei denti, è una ricerca apparsa sulla rivista Head & Face Medicine.I soggetti che digrignano i denti la notte sono più tendenti ad accusare lo stress durante il giorno e sembrano assumere strategie di fuga nei confronti delle difficoltà, sostiene l'autrice della ricerca Maria Giraki della Heinrich-Heine-University di Dusseldorf, in Germania. Nel suo studio, la Giraki e i colleghi hanno preso in esame un campione di 48 soggetti affetti da bruxismo, indagando le possibili cause legate all'insorgenza di questa manifestazione notturna. Il range di età, il livello di educazione o il sesso dei soggetti non sembrano essere legati in alcun modo al digrignamento dei denti notturno, spiegano i ricercatori. Questo, invece, sembra manifestarsi in maniera maggiore in coloro che accusano lo stress durante il giorno, specialmente in ambitolavorativo. “I nostri dati supportano l'ipotesi che le persone con i casi più problematici di bruxismo non sembrano essere in grado di far fronte allo stress in modo adeguato. Essi sembrano preferire le strategie 'negative' come la fuga e questo, in generale, incrementa il sentimento di stress”, sostiene Maria Giraki. Il digrignamento notturno dei denti è una delle principali cause di usura dei denti e può comportare l'erosione dello smalto, la comparsa di una di iper-sensibilità dei denti al caldo o al freddo, e lo sviluppo di dolori a livello dell'articolazione temporo-mandibolare, che possono aprire la strada ai mal di testa.
Fonte: Giraki M et al. Correlation between stress, stress-coping and current sleep bruxism. Head & Face Medicine 2010; 6:2.



Decodificato il genoma della carie


E’ stato sequenziato il genoma del Bifidobacterium dentium, il batterio responsabile della formazione della carie. Il suo patrimonio genico e' stato descritto in uno studio pubblicato su Plos Genetics, da un gruppo di ricerca dell'Universita' di Parma, guidato da Marco Ventura.
Una nuova ricerca si concentrerà quindi sulle modalita' di formazione della carie, specialmente nei bambini. Il batterio verrà utilizzato come una sorta di marcatore molecolare per permettere di monitorare lo sviluppo delle carie legato alla sua presenza.
Il Bifidobacterium dentium e' l'unico batterio patogeno del gruppo dei Bifidobatteri, i microrganismi del tratto gastro-intestinale ai quali vengono comunemente attribuiti effetti salutistici. Il batterio patogeno possiede geni che gli consentono di sopravvivere all'interno della bocca e interagire con la microflora batterica responsabile della carie.
Un promettente ambito di interesse, secondo Ventura, e' quello del vaccino per la carie, fronte ancora tutto da esplorare per il ricercatore al quale e' appena scaduto il progetto che l'ha riportato in Italia e ancora non sa se verra' integrato definitivamente o dovra' tornare a fare ricerca all'estero

Cure all'estero: ne vale la pena?


Vero risparmio o spesa dopia? Prezzi più bassi, a volte, ma poche o nessuna garanzia, informazioni scarse. Da un po di tempo dall'Italia si assiste a una migrazione verso paesi limitrofi, ma a volte anche decisamente lontani, alla ricerca di prezzi più abbordabili per le cure dentali. E' comunque una scelta da meditare bene, perchè spesso l'assenza di garanzie chiare in merito alle condizioni igieniche dei dentisti oltre confine rischia di far pagare molto caro alla lunga il risparmio iniziale. Senza dimenticare che se le cose vanno male i danni non li ripaga nessuno. Fonte Corriere salute

Chi gioca a calcio rischia la faccia


Più frequenti gli infortuni al viso: mandibole, nasi e denti fratturati. Giocare a pallone non mette a rischio solo ginocchia, caviglie e muscoli delle gambe. Nonostante le cronache sportive siano piene di infortuni agli arti inferiori di giocaori più o meno famosi, arriva una notizia: il calcio è uno sport pericoloso anche per il viso. Lo dimostra uno studio effettuato in Turchia dal centro Ataturk University di Erzurum. Secondo la ricerca, pubblicata su Craniofacial Surgery, denti rotti o scheggiati e nasi fratturati sarebbero all'ordine del giorno anche tra i dilettanti. Il 20% dei ricoverati si erano infortunati sui campi di calcio. Tra gli incidenti più diffusi, la frattura della mascella e del setto nasale e denti spezzati. Quest'ultimo problema era il più frequente tra i dilettanti del pallone. Proprio da questi dati trae origine la soluzione proposta dai ricercatori: imporre anche per i calciatori l'uso del paradenti e altre protezioni per il viso, come per altri sport più fisici, come boxe e arti marziali. Fonte Staibene.it


Medici Italiani al servizio di Sua Maestà


Sarà il fascino della Regina o le maggiori possibilità di crescita professionale e gli stipendi più alti, ma sempre più medici italiani emigrano nel Regno Unito. Negli ultimi 4 anni sono stati oltre 1000 i medici italiani che si sono iscritti al General Medical Council (Ordine dei Medici britannico), condizione necessaria per esercitare la profesione oltremanica. Avvalersi di medici italiani è diventata una pratica sempre più diffusa da parte del servizio sanitario inglese. Fonte Doctornews.

Bere vino previene la carie


Ancora non sono stati identificati i componenti del vino con queste proprietà benefiche, anche se i migliori candidati sembrano essere il tartarico e l'acetrico. Le proprietà sono state sperimentate per il momento soltanto in vitro. Lo studio, condotto dai ricercatori dell'Università di Pavia. coordinati da Gabriella Gazzani, è stato pubblicato sul Journal of Agriculture and food Chemistry. Fonte Farmacia.it


Smettere di fumare riduce il rischio di perdere denti

Chi riesce a smettere di fumare corre meno rischi di perdere prematuramente i denti rispetto ai fumatori impenitenti. E' la conclusione di uno studio dell'Università di Newcastle Upon Tyne, pubblicato sul Journal of Clinical Periodontology.
I ricercatori hanno seguito per oltre un anno 49 fumatori con gengivite cronica. Per chi ha il vizio, il rischio che può portare alla perdita deidenti è sei volte maggiore. Ma basta smettere di fumare e alcuni sintomi migliorano. E' successo a una decina di pazienti fra quelli arruolati nello studio che è riuscita a smettere di fumare durante i 12 mesi di osservazione. Fonte Adkronos Salute.


Per un cervello in forma lava i denti

Un nuovo studio sembra suggerire che una buona cura dei denti (usare lo spazzolino dopo ogni pasto, visitare il dentista regolarmente), può aiutare gli adulti a mantenere intatte le loro abilità mentali.Un gruppo di ricerca americano ha infatti scoperto che gli adulti di più di 60 anni con i livelli più alti del patogeno Porphyromonas gingivalis avevano tre volte più probabilità di non riuscire a tenere a mente una sequenza di tre parole rispetto agli adulti con i livelli più bassi dello stesso patogeno. Il Porphyromonas gingivalis è un microbo che causa infezioni e parodontiti.
Il dottor James M. Noble del Columbia College of Physicians and Surgeons di New York City e i colleghi hanno anche scoperto che gli adulti con i più alti livelli di questo patogeno avevano il doppio delle probabilità di sbagliare delle sottrazioni complesse.Questi risultati, pubblicati dalla rivista Journal of Neurology, Neurosurgery, and Psychiatry, si basano su oltre 2.300 uomini e donne sottoposti a test per vedere se soffrivano di periodontite e a cui è stato chiesto di completare una serie di prove che misurano le abilità mentali. I soggetti prendevano parte al più vasto studio chiamato National Health and Nutrition Examination Survey III, che ha avuto luogo tra il 1991 e il 1994. Nel complesso, il 5,7% degli adulti aveva problemi a completare alcuni test di memoria e il 6,5% non è riuscito nelle sottrazioni complesse. I risultati a questi test erano scarsi soprattutto nelle persone con i piu' alti livelli di patogeni nella bocca.
Anche altre ricerche hanno stabilito una forte associazione tra la salute orale e le malattie di cuore, l'ictus e il diabete, nonché l'Alzheimer. La malattia gengivale potrebbe influire sulla buona funzionalità del cervello tramite diversi meccanismi, secondo l'equipe del dottor Noble; per esempio, scatenando uno stato di infiammazione in tutto il corpo. In un commento che accompagna la pubblicazione dello studio, il dottor Robert Stewart, del King's College London, afferma che "questa ricerca si unisce alle prove sempre più numerose che collegano la salute della bocca e dei denti alla funzionalità cerebrale".

Spazzola i denti per salvare il cuore

La proliferazione dei batteri del cavo orale responsabile del rischio. Recenti studi ribadiscono l'importanza dell'igiene orale per prevenire infarto e ictus. Un'altra ragione per spazzolarsi bene i denti? Proteggere il proprio cuore. Non è esattamente una novità, ma è stato fortemente ribadito durante il congresso della Society for General Microbiology in corso a Dublino dopo la presentazione di alcuni nuovi studi scientifici in proposito.
«Le infezioni batteriche gengivali sono un fattore di rischio indipendente per le malattie cardiovascolari», ha sottolineato Howard Jenkins, dell'università di Bristol. «In altre parole, non importa quanto grassi o magri siamo, o quanto è alto il nostro colesterolo. Avere una bocca "in disordine" rappresenta comunque un rischio per il cuore».Ci sono almeno 700 diversi batteri nel cavo orale umano e omettere l'uso dello spazzolino rischia di farli proliferare troppo. Fra questi batteri ce ne sono molti «buoni», essenziali per la nostra salute, ma altri meno benigni, che possono avviare una cascata di eventi biologici la cui conseguenza può essere l'aumento del rischio di attacchi di cuore o ictus. «Se si hanno delle gengive sanguinanti» ha spiegato Steve Kerrigan, del Royal College of Surgeons a Dublino, «i batteri possono più facilmente entrare nel torrente circolatorio e aderire alle piastrine, facilitando la loro tendenza ad aggregarsi e a formare "tappi" che possono danneggiare il buon scorrimento del sangue». «Abbiamo dimostrato che i batteri possono usare diversi meccanismi per per favorire questa tendenza all'eccessiva aggregazione delle piastrine (che in una certa misura è normale e utilissima per evitare emorragie ndr)». Ciò non solo crea una condizione che favorisce infarti e ictus, ma «protegge» anche i batteri dall'attacco del sistema immunitario e di eventuali terapie antibiotici. In un'altra ricerca,. condotta da Greg Seymour, dell'University of Otago Dunedin in Nuova Zelanda, è stato dimostrato che altri batteri di provenienza orale possono provocare aterosclerosi attraverso la cascata dei fenomeni biologici legati all'infiammazione. Già uno studio pubblicato sul Journal of Periodontology nel 2004 aveva evidenziato che il 91% dei pazienti con malattie delle coronarie soffrono anche di malattie paradontali (contro il 66% dei coetanei non malati). Un' altra ricerca della Columbia University (New York), pubblicata sulla stessa rivista nel 2005 aveva messo in risalto la relazione tra i livelli batterici della bocca e lo spessore della parete delle carotidi.

DENTI E ALTRE MALATTIE - Varie ricerche in passato avevano già messo in evidenza che esiste un nesso, per esempio, anche tra la malattia parodontale e il diabete, in cui è probabilmente lo squilibrio glicemico a indebolire la resistenza delle gengive ai batteri. Lo stesso dicasi per l'osteoporosi, che va a minare anche le ossa mascellari e mandibolari. L' indicazione, per chi soffre di questi disturbi è un' igiene dentale particolarmente accurata. Altri studi hanno rilevato la concomitanza con diverse infezioni dell' apparato digerente e di quello respiratorio, in cui evidentemente si verifica un «passaggio di germi». Ed è nota la suscettibilità alla malattia parodontale della donna in gravidanza. Le donne che si sottopongono a trattamenti per stimolare la fertilità, infine, sono più a rischio di infiammazioni gengivali, che potrebbero a loro volta compromettere il successo della terapia. Lo ha suggerito uno studio pubblicato sul Journal of Periodontology. Da qui il consiglio alle donne che si sottopongono alla stimolazione ovarica: igiene orale meticolosa e pulizia dentale più frequente per assicurarsi gengive in salute. Le variazioni ormonali che si verificano con la stimolazione ovarica, come del resto durante la gravidanza o in chi assume la pillola anticoncezionale, possono favorire modificazioni a livello del tessuto gengivale, che diventa edematoso e più vascolarizzato.

Gli Usa ci ripensano: pericoloso l'amalgama

La Food and drug administration ha cambiato posizione sulla tossicità del materiale per le otturazioni.
L'inversione di rotta non poteva passare inosservata. L'autorevole Food and drug administration, agenzia regolatoria americana, ha cambiato in modo drastico posizione sulla vexata quaestio della tossicità dell'amalgama per le otturazioni. «Gli amalgami dentali contengono mercurio che può avere effetti neurotossici sul sistema nervoso di bambini nello sviluppo e nei feti», si legge sul sito dell'agenzia americana che aggiunge all'elenco anche i pazienti immunosensibili al mercurio.
Cantano vittoria le associazioni dei consumatori statunitensi, come «Moms against mercury»: dopo dieci anni di battaglie legali, la Fda ha dovuto aprire una procedura di valutazione degli amalgami dentali ed entro il 28 luglio del 2009 dovrà classificarla come qualsiasi altro farmaco. «È la prima volta che la Fda considera la posizione di altri Paesi come il Canada, la Francia e la Svezia, secondo i quali bisogna vietare l'uso dell'amalgama in donne in gravidanza e bambini in base al principio di precauzione», dice soddisfatta anche l'Associazione italiana per le malattie da intossicazione cronica e ambientale, nata nel 2003 per iniziativa di un gruppo di malati e di loro familiari. Le otturazioni sono composte per il 50 per cento da mercurio liquido, che serve ad amalgamare gli altri metalli come argento, stagno, rame e zinco. In Norvegia, Svezia e Danimarca le hanno proibite dall'inizio dell'anno. Secondo il tossicologo tedesco Max Daunderer, un'eminenza nel campo, il mercurio provocherebbe disturbi neurologici, ormonali e immunitari. Di recente, negli Usa, è stato messo in correlazione con l'Alzheimer e l'autismo nei bambini.
Per l'Organizzazione mondiale della sanità, l'amalgama non è pericolosa ma si invita alla cautela. In Italia, a parte un parere «tranquillizzante» del Consiglio superiore di sanità nel '99, il decreto ministeriale 10 ottobre 2001 consente l'uso di amalgama dentale solo nella forma di capsule predosate. Per prudenza, poi, è stata vietata la posa e la rimozione di amalgama in pazienti allergici alla stessa, in gravidanza, in allattamento, nei bambini sotto i 6 anni e in pazienti con gravi nefropatie. «Noi restiamo ancorati alle indicazioni del ministero» dice Roberto Callioni, presidente dell'Associazione nazionale dentisti italiani. Per Marcello Maddalone, della Clinica odontoiatrica dell'università di Milano Bicocca diretta da Marco Baldoni, l'amalgama non si usa quasi più e tra poco apparterrà alla storia della professione
Fonte Corriere della Sera


L'ultima frontiera in odontoiatria? Lo yogurt!

Diversi studi condotti e in corso sullo yogurt ne stanno rivelando interessanti caratteristiche "benefiche anche in campo odontostomatologico. La carie è una delle patogie interessate, ma anche l'alitosi ne beneficerebbe. E se pensiamo che alitosi e parodontopatie vedono la compartecipazione di alcune tipologie di batteri, la cosa si fa ancora più interessante.
Yogurt alleato anche contro la carie. E in futuro sarà ancora più efficace
Come si sa. la carie è causata da batteri che prosperano nella placca batterica. Ebbene, secondo uno studio condotto dal Professor Gianfranco Tarsitani, dell’Università la Sapienza di Roma, i consumatori di yogurt mostrerebbero una significativa riduzione della placca, con gli ovvi benefici che da ciò possono derivare. Un altro studio, sempre condotto presso l'Ateneo romano su 500 bambini, avrebbe inoltre dimostrato come anche altri alimenti simili allo yogurt, quali latte e formaggi, risultino efficaci nella diminuzione di probabilità di sviluppare dalla Svezia arriva la notizia di uno yogurt arricchito con un ceppo di batteri geneticamente modificati, che si rivelerebbe particolarmente efficace contro la carie. Lo studio, pubblicato su Nature, è stato condotto presso il Karolinska Istitute di Stoccolma, e si fonda sulla produzione in laboratorio di una variante del batterio Lactobacillus zeae, grazie alla quale quest'ultimo diventa vettore di un anticorpo contro lo Streptococcus mutans, il batterio responsabile della carie. Come spiega Lennart Hammarstrom, responsabile della ricerca, gli anticorpi si attaccano a una molecola dello Streptococcus mutans, che di solito aderisce ai denti. In questo modo, gli anticorpi riescono ad essere efficaci contro il batterio. Al momento, lo yogurt contenente il batterio anticarie è stato sperimentato con successo sui ratti.

Alitosi? In soccorso arriva lo yogurt naturale

È quanto affermano gli esperti dell'Università Tsurumi di Yokohama, in una ricerca presentata all'83a Sessione Generale della International Association far Dental Research (IADR) di Baltimora. Sembra infatti che l'insorgenza dell'alitosi, problema che, almeno una volta nella vita, affligge oltre il 50% della popolazione mondiale, venga contrastata dall'assunzione quotidiana, per un periodo di 6 settimane, di yogurt naturale (quindi senza aggiunta di zucchero, frutta o sciroppo).Sarebbero i fermenti lattici vivi, di cui lo yogurt naturale è particolarmente ricco, a neutralizzare i batteri che provocano l'alitosi. Lo studio che ha portato a questa scoperta si è servito di un gruppo di soggetti affetti da tale problema e il meccanismo di sperimentazione è stato tanto semplice quanto efficace. Si è effettuata la suddivisione dei volontari in due gruppi, ad uno dei quali è stato richiesto di lasciare assolutamente invariate le proprie abitudini alimentari, mentre all'altro si è chiesto di assumere quotidianamente una normale porzione di yogurt magro, per un periodo di circa 6 settimane. Al termine di tale periodo, nel cavo orale dell'80% dei soggetti appartenenti a questo secondo gruppo si è potuta rilevare una minore presenza di solfuro di idrogeno e un numero decisamente inferiore dei batteri che solitamente si annidano all'interno della bocca. Un alleato assolutamente naturale e senza controindicazioni, quindi, che può rappresentare un valido aiuto contro l'annoso problema dell'alitosi.

Fumo: smettere riduce il rischio di perdere denti

Smettere di fumare anche per 'salvarsi' il sorriso. Chi riesce a rinunciare alle sigarette, infatti, corre meno rischi di perdere prematuramente i denti rispetto ai fumatori impenitenti. È la conclusione di uno studio dell'Universita' di Newcastle Upon Tyne, pubblicato sul Journal of Clinical Periodontology. I ricercatori hanno seguito per oltre un anno 49 fumatori con gengivite cronica. Per chi ha il vizio, il rischio di questo disturbo, che può portare alla perdita dei denti, è sei volte maggiore. Ma basta farla finita con le sigarette - dimostra lo studio per la prima volta - e alcuni sintomi migliorano. È successo alla decina di pazienti, fra quelli arruolati nello studio, che è riuscita a smettere di fumare durante i 12 mesi di osservazione.Fonte: Adnkronos Salute

Carie da bibite? Usate bene la cannuccia

Minimizzare i danni causati dalle bibite gasate allo smalto, e quindi le carie, è forse possibile con un uso oculato della cannuccia, purché sia piazzata abbastanza indietro nella bocca. Lo afferma uno studio pubblicato su General Dentistry. Che le bibite dolci e gasate siano un'importante causa di carie è noto da tempo. Nemmeno lavarsi i denti subito dopo aver bevuto, affermano i ricercatori, annulla totalmente l'effetto corrosivo degli acidi contenuti in queste bevande. Per i forti bevitori (2-3 litri al giorno), gli effetti possono essere devastanti. Anche il modo in cui si beve, tuttavia, incide sulla distribuzione delle carie. Molte persone hanno l'abitudine, infatti, di trattenere il liquido in bocca e fra i denti in modo particolare, prima di deglutire; e questo aumenta la corrosione dello smalto in quella parte della bocca in cui il liquido ristagna più a lungo. Uno studio effettuato su due casi clinici di pazienti con gravi carie e forti bevitori di soft drink hanno mostrato delle differenze significative. Il primo usava trattenere la sorsata in fondo alla bocca, in particolare a destra, ed è lì che si concentravano le carie maggiori. L'altra aveva l'abitudine di succhiare la bibita con la cannuccia stretta fra le labbra, e le sue carie riguardavano in modo particolare gli incisivi. Le conclusioni degli studiosi sono state che la strategia di suzione e deglutizione della bibita sia un elemento chiave nello sviluppo della carie. Sebbene ovviamente l'unico modo per evitare veramente il problema sia smettere di assumere questo tipo di bevande e dissetarsi con l'acqua, è anche probabile che comunque un uso strategico della cannuccia possa minimizzare i danni. Però attenzione che sia oculatamente collocata più in fondo nella bocca; bisogna anche evitare di trattenere il liquido fra i denti prima di deglutirlo.Fonte: Il Pensiero Scientifico Editore

Centauri a rischio, guidare la moto minaccia smalto e gengive

Sorriso a rischio per gli amanti di moto e scooter. Parola di esperti: infatti alcune posizioni assunte dai centauri, tipiche soprattutto di chi guida moto sportive, possono minacciare la salute di denti e gengive. Scorrette posture in sella possono favorire il bruxismo: un tic, apparentemente innocuo, che spinge a digrignare i denti inconsapevolmente e il più delle volte di notte, ma che può avere conseguenze serie come indolenzimento dei muscoli di viso e collo, dolori mandibolari, difficoltà ad aprire la bocca, ipersensibili al caldo, al freddo e al contatto con le setole dello spazzolino, erosione dello smalto e addirittura fratture. I denti più sensibili sono i canini e gli incisivi. E spesso a risentirne sono anche le gengive e i colletti dentali, perché il bruxismo può provocare anche parodontite. Gli specialisti invitano a curare l'igiene, chiave della prevenzione.Fonte: Adnkronos Salute

Denti ipertecnologici

Tac, computer, laser per l'implantologia moderna. Adesso con l'aiuto del Cad (Computer Aid Design), software usato in genere da ingegneri e architetti, il planning diventa più preciso perché sulla base della tac si ottiene il modellino grafico tridimensionale dell'osso del paziente con la guida stereolitografica" (con varie sezioni di un mm ognuna) all'osteotomia, cioè al punto ottimale in cui il dentista deve forare l'osso e le angolazioni da dare alla fresa per evitare rischi di perforare punti "inviolabili'. Non si va più tanto alla cieca quindi anche senza tagliare la gengiva. Il dentista procede agli impianti virtualmente, spedisce in e-mail il file al centro di produzione specifico dove un laser, in sinergia col computer, polimerizza una resina acrilica liquida in una serie di strati formando un oggetto tridimensionale con gli spazi per i cilindri guida in acciaio. Quando il modellino arriva allo studio del chirurgo è pronto per la pratica clinica. "Dopo una leggera anestesia si poggia questa guida in bocca al paziente e si può forare la mandibola o la mascella e infilare la vite", sottolinea Valente, uno dei nove tutor italiani (gli altri sono a Genova, Udine e Pescara, sempre in studi privati) che stanno seguendo gli studi di questo nuovo protocollo. Un limite della tecnica è nella differenza di misure tra a realtà e l'immagine fornita dal computer. Un impianto è lungo in media 13 mm, largo 4 e deve stare a 2 mm di distanza dall'altro dente: in uno schermo a 17 pollici lo vediamo largo 20 centimetri ", commenta Valente, In concreto però si ha una precisione submillimetrica, circa 0,8 mm Fonte: Repubblica Salute

Le donne hanno più paura del dentista

Un maggior uso di sedativi potrebbe migliorare la situazione. Le donne hanno più paura degli uomini di andare dal dentista. Lo sostiene uno studio dell'Università di Toronto condotto dall' anestesista Brian Chanpong e dai docenti di odontoiatria Daniel Haas e David Locker. Si tratta del primo studio Canadese a livello nazionale sulla paura e ansia provocate da una visita dal dentista, ed è stato pubblicato sul numero di giugno della rivista "Anestesia progress”. Secondo gli autori, tuttavia, il livello di paura fra gli uomini è probabilmente stato sottodenunciato dai partecipanti. Le donne tendono a essere maggiormente oneste a proposito delle proprie sensazioni, spiega Chanpong. Di solito i maschi faticano ad ammettere di aver paura ad andare dal dentista. Eppure, aggiunge Haas, sono i maschi giovani e sani quelli che più spesso svengono di fronte all'odontoiatra. Nel complesso, il 5,5 per cento dei 1.100 canadesi che hanno partecipato allo studio ha dichiarato di aver molta paura quando si reca dal dentista, e circa la metà di loro ha cancellato o si è trattato a una visita per questo motivo. Fonte: Le Scienze

Psicologia e odontoiatria

Come vivi con i tuoi denti? I denti sono un'importante biglietto da visita: cosa ne pensano gli italiani? Un’indagine sul nostro rapporto con i denti ha rivelato l’esistenza di 7 categorie. Eccole.
In linea generale siamo tutti d’accordo: avere denti sani è utile per mangiare bene, per avere una bocca sana, ma anche per invecchiare meglio e sentirsi a proprio agio con gli altri. Quando si parla di abitudini concrete, però, emergono molte differenze. Questo è quanto emerso dal un'indagine di Astra/Demoskopeaha sul rapporto degli italiani e i loro denti, condotta su oltre 46 milioni di persone di età compresa tra i 24 e i 79 anni. All’interno del campione sono state individuate sette categorie, che rappresentano le sette diverse culture dentali presenti in Italia. Eccole, in breve.Giovani irresponsabili: sono 6 milioni di 14-24enni, di classe medio-superiore, che a causa della giovane età non hanno mai avuto problemi con i denti e quindi se ne disinteressano. Si lavano poco i denti, e non pensano al futuro in termini di prevenzione: il 13% del campione vive in questo stato di ingenua incoscienza. Sereni disattenti: sono l’8%, cioè 3,5 milioni di persone. Si tratta prevalentemente di maschi, che vivono in centri medio-piccoli del meridione, per cui l’igiene dentale propria e altrui ha scarsissima importanza: si lavano poco i denti, e vanno dal dentista solo in caso di estrema necessità. Superficiali poco igienici: cioè con le stesse caratteristiche del gruppo precedente, ma con in più la consapevolezza e il senso di colpa per le proprie abitudini scorrette. Sono 3,9 milioni di persone ( un altro 8%), sia maschi che femmine, di età media e classe socio-economica agiata, residenti soprattutto al nord. Salutisti doveristi incoerenti: 25-44enni diplomati o laureati, di classe alta e settentrionali, che danno grande importanza alla salute dei denti ma la vivono come un dovere, e mai un piacere. Vanno dal dentista anche per la prevenzione, ma non si lavano i denti con regolarità adeguata. Sono in tanti: 6,1 milioni di persone (13%). Tradizionaliste preoccupate ma incoerenti: sono 7,6 milioni di persone, soprattutto donne in età avanzata, di classe media e centro-meridionali. Sono attente all’importanza di avere denti sani, ma connotate da comportamenti tradizionali, come andare dal dentista solo quando i denti dolgono. Rappresentano il 16% del campione. Maniaci ossessivi: categoria consistente con circa 8 milioni di persone (17%), i maniaci ossessivi sono soprattutto anziani, poveri e non scolarizzati, che avendo molti problemi alla bocca le dedicano un’attenzione angosciata. Si occupano intensamente dell’igiene dei denti anche per motivi estetici, sanno tutto in fatto di dentiere e spesso sognano di rifarsi i denti. Salutiste responsabili, edoniste e soddisfatte: sono la fetta più grande del campione (25%, cioè 11,5 milioni), e la più felice. Si tratta di donne 25-54enni di ceto medio, residenti al centro-nord. Curano i denti con attenzione e coerenza, per garantirsi un buon invecchiamento, ma vivendolo come un piacere e quindi in modo allegro e positivo. Al di là delle differenze, quest’analisi ha permesso di registrare un generale miglioramento: si sta diffondendo la convinzione che i denti sono un importante biglietto da visita con cui presentarsi.Per più del 50% degli intervistati un bel sorriso, sano e curato, dà l’idea di una persona ordinata, gradevole, attraente e di successo.
Fonte: sanihelp

I denti

I denti, che nel passato sono sempre stati considerati unità del nostro corpo in apparenza inattive, sono invece organi estremamente dinamici con una struttura, quindi, non così semplice come appare.I denti sono formati dalle seguenti parti:- la corona (elemento sporgente dalla gengiva)- la radice (elemento ancorato all'osso)- il colletto (elemento di congiungimento tra radice e corona).
I denti sono ricoperti dallo smalto, lo strato più mineralizzato e duro presente nell'organismo, che svolge la funzione di protezione delle parti interne più delicate. Al di sotto dello smalto troviamo la dentina, strato anch'esso duro, che compone la maggior parte del dente. Infine troviamo la polpa dentale (comunemente chiamata "nervo"), parte più interna e sensibile al calore e al freddo del dente, composta da un tessuto molle ben irrorato di sangue. I denti sono sostenuti in bocca da una struttura chiamata parodonto composta da: gengiva (parte di mucosa che circonda il colletto fino a ricoprire l'osso sottostante), legamento parodontale (complesso sistema di fibre che lega il dente alla sua sede nell'osso), cemento (rivestimento esterno della radice dentaria) e osso alveolare (parete interna dell'alveolo, che è la sede del dente nell'osso). E’ importante ricordare che i denti permanenti dell'adulto sono trentadue e che è necessario dedicare un'appropriata cura quotidiana per mantenerli belli e sani, infatti la scarsa igiene favorisce l'insorgenza di malattie fino a causarne la loro caduta.

Denti perfetti, per la salute... ma non solo

Le donne più attente, e più severe, degli uomini sull'igiene orale. Questione di benessere, ma anche di «pubbliche relazioni». Lo dice un'indagine. La bocca sana è un passaporto per avere buoni relazioni sociali. Ne è convinto il 70% degli italiani intervistati da «Astra» per conto dell'Osservatorio Listerine di Pfizer Consumer Health Care. L'indagine, presentata oggi a Milano, è stata condotta su mille persone, un campione rappresentativo della popolazione italiana dai 25 ai 64 anni. Secondo il 68% degli interpellati, inoltre, se il partner cura bocca e denti il rapporto migliora, mentre a lamentarsi della scarsa igiene altrui sono in particolare le donne, più attente alla salute delle proprie gengive (83% contro il 75% dei maschi), ma anche più inclini ai controlli preventivi (l'82% ne fa almeno uno l'anno, contro il 72% dei maschi). Le regole per salvare il sorriso «Salvaguardare la salute di bocca e denti si può, a patto di seguire con costanza sette semplici accorgimenti». Parola di Antonio Carrassi, ordinario di odontostomatologia dell'Universitá di Milano che, a margine di un incontro dedicato a questi temi oggi nel capoluogo lombardo, ha illustrato sette regole salva-sorriso. Eccole: 1)Usare un dentifricio al fluoro, ricordando che ne basta poco e non occorre ricoprire tutta la superficie dello spazzolino. 2) Fare tutto con calma: occorrono almeno due minuti per un'accurata pulizia quotidiana, che non deve trascurare anche lo spazio fra dente e dente. 3) Usare il filo interdentale e scegliere un collutorio sicuro, non troppo aggressivo. 4) Mai trascurare la pulizia serale: di notte la placca si accumula e i pericoli per la bocca si moltiplicano. 5) Fare una visita di controllo almeno una volta l'anno, con pulizia professionale. 6) Prestare particolare attenzione alla salute di bocca e denti in gravidanza. 7) Iniziare a curare l'igiene orale fin da piccolissimi.

Carie dentale: una malattia infettiva trasmissibile

Alla carie dentale ci si riferisce spesso come ad una malattia infettiva, il che significa cose diverse per persone diverse. Il dentista pediatrico potrebbe essere tentato di assimilare la carie ad altre malattie infantili, e trattarla con approcci prevalentemente meccanici o chirurgici. Altri medici potrebbero vedere la cavità orale come un sito coperto di batteri, e pensare che ridurre la carica batterica complessiva con antibiotici potrebbe influenzare in qualche modo questa malattia infettiva. Un approccio intermedio può consistere nel combinare gli aspetti migliori di ciascun atteggiamento per ottenere esiti favorevoli: il trattamento e la prevenzione della carie dentale. I dentisti pediatrici potrebbero trovarsi in una posizione vantaggiosa in questo senso, dato che le riparazioni dei denti decidui non devono essere durevoli come quelle dei denti permanenti. Inoltre, i dentisti pediatrici fanno uso estensivo di agenti sigillanti. Potrebbe emergere, dopo ulteriori ricerche sull'ontogenia della flora batterica orale, che cambiamenti avvenuti nell'infanzia divengano permanenti. Riduzioni drastiche o eliminazioni dei batteri cariogeni, quindi, unitamente alla scomparsa dei loro siti primari di colonizzazione nella dentizione decidua, potrebbero prevenire o dilazionare il trasferimento di batteri alla dentizione permanente, e potrebbe avvenire altrettanto nella trasmissione da madre a neonato.

L’uso del ciuccio e i denti storti

L'uso del ciuccio e del biberon ben oltre i primi mesi di vita è il principale fattore di rischio per lo sviluppo di denti storti nei bambini. Questo sostengono un gruppo di ricercatori ltaliani il cui lavoro è stato pubblicato sull’ultimo numero degli “Archives of Disease in Childhood”. I denti da latte sono rimpiazzati dalla dentatura definitiva intorno,ai 6 anni. Molti pensano che se questi primi denti sono storti non necessariamente i denti che ricresceranno saranno irregolari. Invece si sta sviluppando, tra i medici, l’idea che la posizione e la spaziatura tra i denti da latte è cruciale anche per il, corretto allineamento della dentatura definitiva. Secondo lo studio condotto dai ricercatori milanesi i bambini che continuano a succhiare il ciuccio o il biberon fino ai 3-5 anni hanno il doppio delle probabilità di sviluppare una dentatura da latte irregolare. Se, però, nel primo anno di vita i bambini hanno anche allattato allora questa probabilità si riduce: i muscoli implicati nella suzione del capezzolo, infatti, sono diversi rispetto,a quelli che vengono usati dal bambino quando succhia le tettarelle di lattice e sono quelli che promuovono un corretto sviluppo del palato e quindi della dentatura. I medici milanesi hanno raccolto i dati su un gruppo di 130 bambini di età compresa tra i tre e i cinque anni. Nell'ottantanove per cento dei bambini che usavano ancora il ciuccio i medici hanno. osservato una dentatura da latte irregolare. Cadrebbe così il mito del ciuccio, ma sarebbe ingiusto. Per alcuni bambini l'uso del ciuccio è una necessità che secondo gli psicologi denota una serie di stati d’animo che vanno dal piacere di sentirsi a proprio agio, al desiderio di attenzione, alla manifestazione di ansia.Ad alcuni bambini, cioè, piace proprio succhiare il ciuccio, come a Linus piace portarsi dietro la sua coperta e quindi è giusto che non vengano forzati ad abbandonarne l'uso se non quando lo decidono loro. In altri casi, invece, l'attaccamento morboso al ciuccio è la manifestazione di un disagio e in quel caso i genitori dovrebbero rispondere alla richiesta di attenzioni del figlio. Su una cosa, però, dentisti e psicologi sono d'accordo: sarebbe meglio non dare il ciuccio ad un bambino mentre è nel periododell'allattamento. Succhiare al seno costa fatica mentre succhiare il ciuccio costa poca energia; il bambino potrebbe dunque acquisire la cattiva abitudine di non fare lo sforzo al momento della poppata di tirare il latte dal seno.Il Pensiero Scientifico Editore

Staminali: scoperte nei denti

Anche i denti contengono una riserva di cellule staminali, che potrebbero un giorno contribuire a ripararli, o addirittura farli ricrescere.. lo hanno scoperto i ricercatori Australiani, coordinati da Stan Gronthos, dell’Hanson Institute del Royal Hospital di Adelaide. L’esperto ha spiegato le notevoli potenzialità di questa scoperta intervenendo a un convegno sulle staminali a Sidney. Le cellule indifferenziate sono state trovate prima nel dentino caduto alla figlia di un collega di Gronthos, che ha condotto con lui la ricerca, e poi anche nei denti adulti. L’obiettivo, spiega Gronthos, è prelevare e conservare le staminali in liquido, per riparare i denti danneggiati o malati. Ma, ammette, c'è ancora molto lavoro da fare per raggiungere questo risultato. I denti, sottolinea, sono un organo complesso e contengono molti tipi di tessuti. Saranno necessari ulteriori studi ed esperimenti prima di tentare di formare un dente 'vivo' in un animale.La tecnologia attuale potrebbe, però, permetterci di utilizzare queste cellule per riparare porzioni di dente. Rispetto a quelle embrionali, una volta trapiantate, le staminali dentarie hanno un rischio inferiore di svilupparsi in modo incontrollate dando origine a tumori. Adnkronos

Nella placca dentale si nasconde il rischio di infezione mortale

Secondo uno studio U.S.A, il rischio riguarda soprattutto gli anziani. La pulizia dei denti non sarà più una questione solamente estetica: lo afferma un team di medici dell’Università di 'Buffalo, nello stato di New York, secondo il quale la placca dei denti nelle persone anziane, potrebbe degenerare in infezioni delle vie respiratorie, che potrebbero rivelarsi addirittura mortali. Lo riporta il sito di informazioni Google News. Questo è il. primo studio che stabilisce inequivocabilmente uno stretto legame tra la mancata pulizia dei denti e le infezioni all' apparato respiratorio -ha detto Ali Elsolh, uno dei ricercatori dell' ateneo statunitense. Su un campione piuttosto ristretto di 49 pazienti affetti da polmonite acuta, 28 di loro presentavano germi a livello della cavità orale. La stretta correlazione tra placca e infezione riscontrata con grande chiarezza in molti dei pazienti ha convinto i medici ad approfondire l'esito della loro prima indagine. In attesa di conferme allo studio, che potrebbero arrivare nei prossimi mesi, i ricercatori raccomandano agli anziani di effettuare una pulizia meticolosa di denti e bocca.Apcom

Agli italiani piaccioni i dentisti

Così gli stessi odontoiatri commentano i risultati di una indagine Doxa commissionata dal Collegio dei Docenti di Odontoiatria per verificare a campione una serie di aspetti delle cure dentali.In particolare: la struttura a cui ci si rivolge per le cure; l'impiego da parte del dentista dei guanti monouso; l'opinione sul rischio di contagio durante le cure; la percezione delle qualità etiche del dentista, anche in relazione alle competenze tecniche.I dati che discussi a Roma dal 21 al 24 aprile, nel corso dell'XI Congresso Nazionale del Collegio dei docenti di Odontoiatria, sul tema "Prevenzione e sicurezza per il professionista e l'utenza in odontoiatria", confermano il positivo giudizio sui dentisti italiani già evidenziato da altre indagini. Il 71 % del campione-giudica il proprio dentista bravo tecnicamente ed eticamente.A questi va aggiunto un 11 % che giudica il proprio dentista solo un bravo medico che si comporta cioè secondo etica professionale anteponendo ai propri gli interessi del paziente e un 12% che giudica il proprio dentista bravo solo tecnicamente. Solo il 3% giudica il proprio dentista negativamente.
dal Sole 24 Ore

L'influsso della luna sulle emergenze dentarie

Nonostante l'uomo sia andato sulla luna e l'astronomia abbia fatto passi da gigante, la luna resta sempre un pianeta misterioso. Si crede che la luna possa esercitare sulla psiche umana un'influenza tale da indurre atteggiamenti aggressivi e violenti. Così, un'interessante ricerca hastudiato la possibile correlazione fra la luna piena e l'incidenza di emergenze dentali e maxillo-facciali. Utilizzando un'analisi retrospettiva di 2.416 consulti fatti al reparto di chirurgia orale e maxillo-facciale di un ospedale di Londra, i ricercatori hanno studiato lo schema di visite realizzate nell'arco di 17 mesi lunari. In base al numero di visite effettuate è stato valutato il carico di lavoro del reparto di pronto soccorso durante la settimana di luna piena: si è constatato un aumento dei consulti negli ultimi giorni della settimana ed una costante diminuzione del lavoro nei 3 giorni immediatamente precedenti.
Edentora

Radiografia dentale materna connessa a basso peso neonatale

La radiografia dentale materna durante la gravidanza potrebbe essere connessa alla presenza di basso peso neonatale a termine: sia le esposizioni ad alto che a basso dosaggio di radiazioni infatti sono state associate alla presenza di questo problema nella prole. Dato che la radiografia diagnostica dentale dà luogo a dosi misurabili di radiazioni a carico dell'asse ipotalamo-ipofisi'-tiroide e non degli organi riproduttivi del feto, ciò fornisce un'opportunità di testare il ruolo dell'asse ipotalamo-ipofisi-tiroide nell' associazione radiazioni-basso peso neonatale.
Doctor News

Troppa silice per i tecnici dentali

Cos'hanno in comune i tecnici dei laboratori dentistici con i minatori? Entrambi inalano fini particelle di polveri silicee che li espongono al rischio di ammalare di silicosi, una pericolosa malattia polmonare. È il risultato di un'indagine compiuta presso i Centers for Disease Control and Prevention americani, pubblicata sul Morbidity and Mortality Weekly Report.I ricercatori statunitensi hanno basato la loro indagine sui dati riguardanti i casi di silicosi in cinque diversi stati USA dove, tra il 1994 e il 2000, si sono verificati circa dieci casi di malattia tra tecnici di laboratori dentistici; in particolare i ricercatori si I sono soffermati sul caso di un uomo di 65 anni morto di silicosi dopo aver lavorato più di 40 anni come tecnico dentale. La fabbricazione di capsule, ponti e dentiere richiede l'uso di materiali a base di silice, la cui lavorazipne causa la formazione di polveri facilmente inalabili dai tecnici.Il Pensiero Scientifico Editore

Quando mangiare fa bene ai denti

Se prima erano i bambini di famiglie povere ad avere maggiore probabilità di sviluppare carie dei denti, una recente ricerca ha -dimostrato che non è la condizione economica a fare la differenza, ma la qualità dell'alimentazione.I ricercatori hanno infatti dimostrato l'importanza della prima colazione e delle cinque porzioni di frutta e verdura giornaliere per la salute dei denti dei più piccoli. In circa 4.000 bambini, tra i due e i cinque anni, osservati tra il 1988 e il 1994, solo il 23% che faceva colazione ogni giorno aveva avuto carie, rispetto al 34% dei bambini che invece la saltava.Le carie hanno interessato solo nel 18% dei bambini che mangiavano almeno 5 porzioni di frutta e verdura al giorno, e il 26% di quelli che ne mangiavano meno. Gli autori, tra l'altro, hanno ipotizzato che saltare la prima colazione favorisce il consumo di spuntini durante la giornata, che sono prevalentemente zuccherati.
Dica33

Gengive a "rischio" per solitari e irascibili

A stabilire un collegamento tra quelli che vengono definiti i disturbi antisociali della personalità e la salute. della bocca è uno studio dell'Università di Harvard pubblicato sulla rivista Journal of American Dental Association_I ricercatori americani, che hanno condotto lo studio su 523 operatori sanitari maschi, hanno scoperto che chi è incline all'ira in modo patologico corre un rischio del 43% più alto di soffrire di periodontite, infiammazione cronica delle gengive, che a lungo andare pregiudica la salute dei denti, rispetto a chi invece ha un carattere più mite e raramente si lascia andare. Secondo il team di Harvard, è lo stress legato a queste condizioni LA aumentare la secrezione glucocorticoide (che può deprimere le difese immunitarie) e fa aumentare la resistenza all'insulina. Fattori che, insieme alla scarsa igiene orale spesso associata a questo tipo di disturbi, fanno aumentare il rischio di periodontite
Adnkronos Salute

Scienziati americani fanno crescere condilo mandibolare da staminali

Cellule staminali prelevate da topi hanno permesso di far crescere in laboratorio ossa e cartilagini dell'articolazione della mandibola umana. Autori dell'esperimento i ricercatori dell'Università dell'Illinois di Chicago.Il metodo di ingegneria tissutale utilizzato per creare il condilo mandibolare, dicono i ricercatori, potrebbe essere adoperato in futuro per far crescere altre articolazioni, per esempio quelle del ginocchio o dell’anca, degenerate in seguito a traumi o a malattie come l’artrite. L'obiettivo degli scienziati è quello di dare vita ad un condilo che sia biologicamente vivo, capace.di integrarsi con le ossa e di restituire all'articolazione la sua normale funzione.
Odontopage

Agrumi contro i tumori della bocca

Arance e mandarini avrebbero un effetto preventivo nei confronti dei tumori della bocca, del laringe e dello stomaco. Lo dimostra uno studio condotto dal Commonwealth scientific and industrial tresearch organization (Csiro), istituto di ricerca australiano. I ricercatori hanno esaminato 48 studi internazionali sigli effetti degli agrumi sulla salute. Dai risultati raccolti hanno visto che il consumo di arance ridurrebbe del 50% il rischio di sviluppare,.alcuni tumori del tratto digestivo e proteggerebbe, inoltre, dalle malattie cardiovascolari riducendo del 19% il rischio di ictus.Gli agrumi çontengono, infatti, molti antiossidanti (le arance in particolare) I che sono in grado di inibire la crescita delle cellule tumorali e di fortificare il sistema immunitario.
Odontopage

Una parodontite grave non curata può aumentare il rischio di infarto

Avere dei problemi ai denti può minare lo stato di salute del nostro organismo. La parodontite è un'insidiosa malattia delle gengive da tenere sott'occhio. L'insufficiente igiene orale, la dentatura in cattivo stato e in particolare le gengive infiammate sono fattori di rischio che possono favorire l'insorgere di malattie coronariche (infarto del miocardio), il colpo apoplettico (l'nfiarto cerebrale) e i parti lprematuri con peso inferiore alla norma: È questo il risultato dell'analisi di 10 studi clinici effettuati negli StatiUniti, in Finlandia e in Gran Bretagna. La parodontite è causata dai batteri presenti ovunque nella cavità orale quando l’igiene è insufficiente. Tali batteri e /o i loro prodotti nocivi possono raggiungere rapidamente e in grandi quantitativi il sistema circolatorio e causare un infezione dei vasi sanguigni. Una parodontite grave non curata può aumentare il rischio di - infarto del miocardio- infarto cerebrale- arteriosclerosi - parti prematuri con peso inferiore alla norma.

I chewing gum fanno bene o male?

Sempre più spesso si trovano in commercio chewinig gum “per denti più sani”. Ma come? ci hanno sempre insegnato che le gomme fanno male ai denti. Dove sta la verità? La parola magica è xilitolo, un dolcificante naturale che non viene fermentato dai batteri e quindi non determina la formazione degli acidi che attaccano lo smalto dei denti. Negli ultimi trent’anni numerosi studi hanno mostrato che se viene assunto in maniera prolungata porta a grossi benefici per l’igiene orale tanto da ridurre la formazione della carie dal 30 all’80% a seconda dei diversi casi. «Ci sono quattro buoni motivi per assumere xilitolo», ha spiegato il professore finlandese Kauko Mäkinen durante il suo intervento alla conferenza il ruolo dello xilitolo nell’igiene orale, «riduce l’incidenza delle carie, la stabilizza nei soggetti con una dentatura compromessa, fa diminuire la produzione della placca e riduce la presenza di streptococchi mutans che attaccano lo smalto dei denti».«L’utilizzo dello xilitolo andrebbe promosso e favorito anche con leggi statali» ha affermato il nutrizionista Andrea Strata dell’università di Parma «penso ad esempio al suo utilizzo nelle bustine di zucchero o in altri alimenti di uso frequente. Anche se va detto che l’idea di utilizzarlo nel chewing gum è stata geniale».La masticazione del chewing gum svolge un valido effetto detergente attraverso l’azione meccanica di rimozione dei residui di cibo, fa aumentare il flusso di saliva che riduce il ph della cavità orale e neutralizza gli acidi che si formano per la fermentazione microbica degli zuccheri. Se a queste azioni benefiche si aggiungono le proprietà dello xilitolo capiamo che masticare queste gomme può essere di grande aiuto per l’igiene orale.Però attenzione, non è sufficiente mangiare chewing gum per mantenere i denti sani, resta fondamentale lavarli dopo ogni pasto. «Però masticare gomme allo xilitolo ogni volta che non è possibile lavarsi i denti con lo spazzolino rappresenta un valido mezzo per pevenire la formazione di placca» conclude il professor Romano Grandini titolare della cattedra di odontoiatria conservatrice dell’università degli studi di Firenze. (Fonte: Sanihelp)

Sbiancanti fai-da-te: non lasciatevi abbagliare

Una direttiva Ue fissa il contenuto di perossido allo 0,1 %. Ma in Italia le cose vanno diversamente. A chi non piacerebbe avere un sorriso smagliante, luminoso? Un sogno possibile per molti, grazie alle moderne tecniche di sbiancamento professionale effettuate in uno studio dentistico: per gli altri è corsa ai metodi fai-da-te, dai dentifrici alle paste da applicare sino alle strisce, prodotti a base di perossido che si possono acquistare in farmacia o nei supermercati. Secondo la direttiva Europea per prodotti cosmetici (76/7 68/EEC), la concentrazione di perossido di idrogeno nei prodotti per la cura orale non può superare lo O, 1%, quelli che possiedono una concentrazione maggiore non possono essere, quindi, venduti liberamente al pubblico. In Italia, però, per mancato recepimento di questa direttiva, i prodotti sono in vendita liberamente. Il comitato scientifico per i prodotti cosmetici (Sccp) della Commissione, un organo indipendente con funzione consultiva, ha più volte espresso parere negativo al riguardo richiedendo supervisione e autorizzazione (ricetta medica) del dentista e la Commissione ha emesso una direttiva che vincola la loro vendita. "Oggi la normativa europea", spiega il consulente scientifico del Dipartimento di Odontoiatria dell'Ospedale San Raffaele di Milano, "indica che i prodotti sbiancanti con concentrazioni di perossido superiori allo 0,1 % sono da utilizzare sotto la supervisione di uno specialista. In Italia invece è ormai accettato un loro utilizzo senza limitazioni o quasi. E in pochi conoscono le concentrazioni di perossido contenuto nei prodotti in commercio e le possibili conseguenze". Il dott. Roberto Callioni dell'Andi (Associazione Nazionale Medici Dentisti Italiani) aggiunge: "Avere denti bianchissimi è diventato un fenomeno di costume, ma non è la stessa cosa che avere denti sani, che invece è un diritto. lo sono favorevole alla vendita di questi prodotti dietro prescrizione. L'uso indiscriminato di sostanze sbiancanti, che si somma all'utilizzo di dentifrici dal l’effetto abrasivo "meccanico", di gomme da masticare, eccetera, mette a rischio lo smalto, lo consuma irreparabilmente". L'eccesso o l'uso cronico di sbiancanti ad alte dosi di perossido può provocare iper sensibilità, danneggiare lo smalto, indurre carie, gengiviti e, nei soggetti predisposti sviluppare fenomeni di sensibilizzazione. Ma come ci si può accorgere di aver esagerato? "Un consiglio è quello di andare dal dentista al primo accenno di sensibilità, uno dei primi effetti negativi che si riscontrano", spiega Callioni. Una proposta è stata quella di subordinare l'uso di questi prodotti ad una prescrizione medica, in modo da evitarne l'uso indiscri minato. Ma la CE ha preferito una strada diversa, sia pure andando contro il parere del Comitato Scientifico: andare avanti per un periodo di "prova" di cinque anni per ottenere i dati di studio a lungo termine. "In questo modo si usano i cittadini come cavie, bisognerebbe invece aspettare di mettere in commercio i prodotti solo dopo che abbiano dimostrato la loro innocuità anche a lungo termine". Nel dubbio, meglio affidarsi allo specialista.
Fonte: La Repubblica Salute

Agopuntura: funziona contro 'bocca secca, disturbo sottovalutato

Agopuntura utile per combattere la 'bocca secca " un disturbo spesso sot tovalutato che colpisce in particolare persone sottoposte a radio terapia, chemioterapia o malati cronici che assumono molti farmaci. Per chi ne soffre i disagi sono molti: la difficoltà nell'articolare bene le parole, l'impossibilità di sentire i sapori, il rischio di lesioni della bocca, la demineralizzazione dei denti, le frequenti infezioni del cavo orale e persino, nei più anziani, problemi di 'tenuta' della dentiera. La medicina tradizionale non offre soluzioni efficaci che sembrano invece garantite dalla medicina cinese, come emerge da uno studio osservazionale italiano che ha passato in rassegna 10 anni di ricerche, e da una verifica basata sull'applicazione di un protocollo ad hoc su 5 pazienti con problemi legati a cause diverse. La mancanza di saliva, infatti, oltre all’evidente disagio priva la bocca della sua prima difesa naturale,esponendola a infezioni e danni. Nei casi più gravi si può arrivare anche alla cosiddetta sindrome della 'bocca che brucia' con un dolore continuo. Purtroppo però non ci sono cure efficaci per questo problema.
Adnkronos Salute

Niente più barriere dal dentista

Per molti portatori di handicap gravi obbligati a vivere sulla carrozzina, andare dal dentista significa scontrarsi con l'ennesima barriera architettonica: la poltrona odontoiatrica ".La questione viene sollevata proprio da un dentista, il dottore Luciano Giuliani. "Immaginiamo- spiega - che il disabile, con il mal di denti, sia riuscito ad arrivare davanti alla poltrona dentistica (o riunito), e non possa essere spostato dalla propria "casa" su due ruote, che fare? Come può lavorare l'odontoiatra, con i suoi strumenti, la luce, il trapano? ". Una soluzione sembra possibile. Lavorando a Milano per dieci anni, in un centro specializzato, con oltre 900 persone portatrici di vari handicap psico-fisici, il dot tor Giuliani ha ideato "un riunito, del tutto simile ai comuni riuniti, ma dotato di una particolarità molto semplice. Togliendo, con un meccanismo a rotaia, la spalliera e la seduta della poltrona odontoiatrica, ci si posiziona sopra alla stessa, qualsiasi tipo di carrozzella, la quale viene bloccata su appositi supporti che gli permettono tutti quei movimenti (alzata, discesa, inclinazione eccetera) necessari al dentista per svolgere correttamente le cure del caso". In questo modo, non bisogna acquistare una poltrona odontoiatrica ad hoc, ma bensì eseguire alcune modifiche al riunito che il dentista già possiede. "Così facendo - spiega il dottore Giuliani - oltre ad abbattere un 'altra barriera architettonica, si potrà curare, in maniera ottimale, anche in ambulatorio pubblico o privato, questa particolare categoria di pazienti, sempre nei li miti necessari.
La Gazzetta del Mezzogiorno

Un paziente su tre rischia di incappare in un falso dentista

Un italiano su tre con problemi ai denti rischia di incappare in un 'falso' dentista. "Non esiste un censimento degli abusivi, ma si calcola che il fenomeno interessi nelle sue varie forme circa 15 -20mila dei 50mila studi odontoiatrici del nostro Paese. E che un paziente su tre rischi di rivolgersi, per le cure dentistiche, ad un abusivo". Lo sottolinea Eugenio Tanteri, presidente della Commissione Albo Odontoiatri, illustrando al l'Adnkronos Salute quanto èemerso nel capoluogo piemontese, al convegno organizzato dall'Ordine dei medici chirurghi e odontoiatri della Provincia di Torino.
Adnkronos Salute

Apparecchi per i denti addio?

Il sogno di tutti gli adolescenti, maschi e femmine: liberarsi dagli apparecchi per i denti. Perchè fastidiosi, dolorosi e brutti. Chi non ricorda le prese in giro subite per quei denti incarcerati in apparecchi di ferro (i cosiddetti fissi)? Gli apparecchi fissi di quel tipo, inoltre, impedivano di articolare bene le parole oppure facevano sputacchiare a destra e a manca. Per non parlare di quelli esterni, che facevano tanto Hannibal Lecter, l'anti-eroe del "Silenzio degli innocenti': Per molti anni gli odontoiatri non avevano altra scelta per raddrizzare denti e difetti del cavo orale. Difetti che potevano com promettere la masticazione, oltre che l'igiene orale e il sorriso del giovane paziente. Quando però gli apparecchi sono stati scoperti anche dagli adulti, è avvenuto il miracolo: apparecchi invisibili o quasi, mobili e leggeri, verrebbe quasi da dire "alla moda'. Secondo i dentisti tutto sta nell'appurare la gravità del problema. Se il problema è solo quello di raddrizzare i denti storti e distanziarli, se accavallati, allora ci sono gli apparecchi di ultima generazione. Tecnologie studiate al computer made in U.S.A. che si adattano perfettamente ai denti, alla lingua e al cavo palatale. Non si può più parlare di "apparecchi", bensì di congegni che possono essere indossati 24 ore su 24, sette giorni su sette e che, volendo, si possono sfilare velocemente, per concedersi uno strappo, alla regola. Secondo le statistiche,l'8O% dei pazienti odontoiatrici che desiderano ottenere un sorriso hollywoodiano, può beneficiare di questi congegni pressoché invisibili, facili da gestire ed efficaci. Il restante 20% presenta problemi più complessi: spesso si tratta di intervenire sulla mandibola oppure di sollevare un dente. Per questi sono necessari metodi più invasivi.
Odontotecnici.net

Per smettere di fumare rivolgersi al dentista

La lotta contro il fumo deve essere capillare e può cominciare anche nello studio del dentista. Un lavoro pubblicato sull'ultimo numero del British MedicaI Journal dimostra come un semplice test salivare condotto nello studio del dentista può individuare i pazienti fumatori e, al tempo stesso, può rappresentare un'occasione per dissuaderli dal continuare in questa abitudine molto pericolosa per la propria salute. Questo tipo di test rientra in quegli esami definiti "near patient test", cioè delle analisi che non sono condotte in clinica ma che possono essere effettuate in estemporanea anche senza la prescrizione di un medico. Secondo alcune ricerche condotte negli Stati Uniti sul rapporto tra gli individui e gli esami clinici sembrerebbe che i pazienti tendono a sottoporsi con maggiore disponibilità a dei test diagnostici quando non li percepiscono come tali, quando cioè non sono obbligati a passare del tempo negli ambulatori. Secondo i dati riportati da Kristian Barnfather, nel corso di una campagna durata alcuni mesi presso i dentisti americani i pazienti sono stati sottoposti, previo consenso,all'analisi della saliva. L'obiettivo del test è stato quello di dimostrare come la saliva dei fumatori non solo perda la capacità di assolvere alla funzione di cuscinetto protettivo tra le sostanze ingerite e l’organismo, ma al contrario sia ricca in radicali liberi e specie chimiche altamente reattive che possono essere causa di tumori alla cavità orale. La dimostrazione è stata di forte impatto per la maggior parte dei pazienti perché, come davanti al piccolo chimico, la saliva dei fumatori avendo residui dei metaboliti della nicotina assume una colorazione di versa da quella dei non fumatori. I pazienti hanno immediatamente un riscontro qualitativo sul contenuto della loro bocca che pare abbia impressionato la maggior parte dei partecipanti allo studio tanto da indurre il 20 per cento di loro a smettere di fumare.
Pensiero Scientifico Editore

Denti a rischio se da piccoli si usano troppi antibiotici

La somministrazione di antibiotici in età pediatrica deve essere valutata oculatamente: alcuni farmaci, infatti, possono avere effetti collaterali. Sembra questo il caso della amoxicillina, un farmaco usato contro l'otite media, che durante l'infanzia può raddoppiare il rischio di un disturbo della mineralizzazione dello smalto dei denti come spiegato in un articolo apparso sugli Archives of Pediatrics and Adolescent Medicine. 'Lo studio, condotto da Liang Hong, della University of Iowa, Iowa City, mostrerebbe che l'uso della amoxicillina durante l’infanzia aumenta il ri schio di fluorosi dentale, un difetto più o meno lieve di mineralizzazione dei denti i quali possono presentare piccole screziature biancastre, opache o gessate che possono interessare parte o tutta la corona mentre nelle forme gravi la faccia vestibolare quella visibile rivolta all'esterno della bocca, presenta un colorito rosso-brunastro. La fluorosi. è provocata dall'eccessiva ingestione di fluoro contenuto nell'acqua o negli alimenti nel per-iodo di formazione della corona dentale. Gli esperti hanno trovato l'associazione tra uso di Amoxicillina e fluorosi nell'ambito dello studio "Iowa Fluoride Study"in"cui si cercavano tutti i fattori di rischio per questa malattia dei denti. Nello studio sono stati seguiti dalla nascita fino a 32 mesi di vita 579 bambini. E emerso che entro il primo anno di vita almeno tre bimbi su quattro avevano usato amoxicillina, a 32 mesi il 91 per cento. Nel complesso il 24 per cento dei bambini aveva fluorosi. E’ emerso che coloro cui era stato somministrato l'antibiotico nei primi mesi di vita avevano probabilità: doppia di presentare la malattia dentale. Anche se i risultati di questo studio non inducono la raccomandazione di cessare l'uso di amoxicillina nell'infanzia, essi mettono ulteriormente in luce che bisogna usare antibiotici in maniera giudiziosa, particolarmente durante l'infanzia."
Il Pensiero Scientifico Editore

Odontoiatria, conclusa, indagine epidemiologica nazionale

L’indagine è stata realizzata dall'università degli Studi di Milano e dalla Società Italiana di Igiene. Negli ultimi trent'anni nella bocca dei bambini e dei giovani sono successe molte cose positive, In tutto il mondo industrializzato si sono raggiunti buoni livelli di salute. Questo anche perché la "prevenzione" ha lavorato molto. Presso l'Università degli Studi di Milano esiste un Centro di Collaborazione che si occupa di epidemiologia che, stimolato dall'Oms, ha intrapreso uno studio sulla parte giovane della popolazione italiana. Il nuovo quadro che ne emergerà verrà messo a disposizione nella banca dati di Ginevra, e permetterà anche all'Italia di avere una situazione definita e degli obiettivi di prevenzione futuri più precisi. Quest'indagine epidemiologica è la terza che l'Università realizza, la prima è stata fatta negli anni '80 e la successiva nel '92. Ma la caratteristica interessante di questa terza è che viene sostenuta e indirizzata, in chiave scientifica, non solo dall'Oms e dall'Odontoiatria della Comunità italiana, ma anche dalla Società di Igiene e Medicina Preventiva, organo che raggruppa tutti i docenti che insegnano prevenzione nelle università che preparano i nuovi odontoiatri. La ricerca, che è a metà strada, verrà fatta nelle città più rappresentative di molte regioni italiane. La cosa interessante è inoltre che i dati parziali, che alla fine dello studio verranno correlati con tutti gli altri, non sono solo dati di salute e malattia, ma servono a monitorare anche le abitudini comportamentali, quindi di grande valore pensando ai nuovi messaggi di prevenzione. A Lodi, che insieme a Milano rappresenteranno la Lombardia, circa il 90% dei bambini di quattro anni è esente da carie e a Verona lo è il 79%. Questo vuoi dire che la malattia è legata ad un piccolo gruppo di bambini, presumibilmente quelli che provengono da famiglie che hanno un livello economico e culturale meno propenso ad occuparsi quotidianamente della prevenzione delle malattie del cavo orale. Basti guardare i dati relativi ai dodici anni, che sono un'età importante per le patologie del cavo orale, dove il 71 % a Verona è esente da carie. Ciò vuoi dire che se i ragazzi hanno oggi delle buone abitudini comportamentali rispetto alla prevenzione orale, è probabile che le mantengano per il resto della loro vita.
Sesto Potere

Gelati, se i denti sono ipersensibili

Utili contro il dolore i dentifrici con cloruro di potassio e di stronzio. Un cucchiaio di gelato, un morso al panino, a una mela, un sorso di spremuta d'arancia, o anche l'igiene orale con lo spazzolino e...ahi, che dolore ai denti! Un fastidio breve e temporaneo (71 %) o un dolore più intenso, una fitta lancinante alla base del dente (29%) che diventa persistente nel tempo, A soffrire di sensibilità dentinale è addirittura una persona su tre. Da una ricerca condotta da GFK CBI Italy nel giugno 2003 su un campione di 220 persone tra i 30 e i 50 anni afflitte da questo disagio, risulta che il problema riguarda ogni giorno o quasi 24 italiani su 100. Per otto si presenta almeno una volta la settimana, per 18 ogni 2-3 settimane, per il 42% si tratta di fronteggiare mensilmente il disagio, per alcuni ogni 2/3 mesi, per altri un paio di volte l'anno. In genere l'ipersensibilità dentinale è sottovalutata e difficilmente (70%) risolta in maniera adeguata. Si ritiene che basti "spazzolare i denti delicatamente" (30%) o "lavarli con l'acqua calda" (28%), "non bere cose fredde" (27%), "masticare e bere lentamente" (10%)... comportamenti che evitano le situazioni che causano il fastidio. Ma il dolore puntualmente ricompare. Basterebbe invece l'uso di un dentifricio specifico e una costante e corretta igiene orale, riservando un trattamento professionale ad azione intensiva dal dentista solo se il disagio è persistente e la sensazione dolorosa costante. All'origine del problema un insufficiente strato di smalto che lascia scoperta la dentina, tessuto poroso simile all'osso, ricco di terminazioni nervose. Per questo minimi stimoli diventano dolorosi e la zona scoperta facilmente si macchia. L’azione del dentifricio specifico si basa su due componenti: il nitrato/cloruro di potassio per l'ipersensibilità da stimolo termico (penetrando nei tubuli dentinali raggiunge il nervo e impedisce la trasmissione dello stimolo doloroso) e il cloruro di stronzio, per l'ipersensibilità tattile (da spazzolino), che crea uno strato protettivo superficiale compatto che protegge dagli stimoli esterni.
Repubblica salute

Placca, per combatterla coloriamola di rosso

Per combattere la placca batterica coloriamola di rosso! Una delle maggiori difficoltà che si riscontrano nel pulire i denti consiste nel fatto che la placca batterica è pressoché invisibile. Per cui ci troviamo ad utilizzare il filo interdentale e lo spazzolino per pulire la superficie dei denti e rimuovere i batteri presenti senza che sia possibile vedere il risultato della nostra azione. Un aiuto ed una soluzione a questo problema ci può essere dato dalle cosiddette" pasticche rivelatrici di placca batterica' Queste compresse vengono sciolte in bocca e la sostanza in esse contenuta (generalmente a base di eritrosina) si scioglie in bocca. L'eritrosina ha la capacità di pigmentare di rosso la placca batterica presente. In questo modo è possibile vedere chiaramente le zone dei denti che necessitano di una ulteriore pulizia in quanto non sono state raggiunte efficacemente dallo spazzolino e/o dal filo interdentale.
Kataweb salute

La sana prevenzione dentale

Lo smalto apparentemente liscio dei denti, ha rugosità, sporgenze e rientranze: là, nelle zone interdentali e ai margini gengivali, si nascondono i batteri che compongono la placca e interagendo con gli zuccheri formano un acido che un po' alla volta distrugge il dente. È la carie. La placca non rimossa infiamma il margine della gengiva che diventa più profondo, si formano le "tasche", altre sedi di batteri, e se non viene eliminata si può passare alla parodontite: progressiva distruzione dell'apparato di sostegno del dente, osso e gengiva, fino alla perdita dei denti: dai 40 anni in poi è la causa più frequente di bocche sdentate. "La placca batterica è un bio film costituito da oltre 400 specie batteriche differenti tenacemente adeso alla superficie del dente. La terapia causale della parodontite consiste nell'eliminare dal solco o dalle tasche gengivali i batteri patogeni", spiega Leonardo Trombelli, direttore del Centro per lo studio delle malattie parodontali all'Università di Ferrara. "L'identificazione di specie batteriche parodonto-patogene è molto utile per valutare il rischio del paziente di ammalare o di avere una progressione della distruzione di osso e gengiva. Valutare la presenza di certi microorganismi serve poi a decidere se, oltre a rimuovere placca e tartaro, va associato un trattamento con antimicrobici. Le metodiche di biologia molecolare offrono oggi test diagnostici altamente affidabili e di facile utilizzo nel normale ambulatorio odontoiatrico. Basta quindi un test dal dentista per sapere se in bocca abbiamo killer del nostro sorriso, quantificarne la carica infettante per valutare la virulenza dei batteri e l'efficacia delle misure adottate.

Parti cesarei favoriscono la carie?

Uno studio condotto su 156 bambini nati a New York, e riportato dal settimanale L'Espresso, ha evidenziato per la prima volta come il parto cesareo abbia un effetto dannoso sulla futura salute dei denti dei bambini. Il professor Yi hong Li, dell'Università di New York, ha studiato 156 bambini, scoprendo che in quelli nati con parto cesareo i batteri principali responsa bili della carie, Streptococcus mutans, compaiono in media dopo 17 mesi, contro i 29 mesi di quelli nati per parto naturale. La spiegazione po trebbe risiedere nel fatto che il parto naturale espone i bambini a un ambiente ricco di batteri, che ne fortifica le difese naturali. In passato, altri studi avevano di mostrato che una comparsa preematura dei batteri porta a una maggiore incidenza della carie nei bambini.
L'Espresso


Meno carie per i bimbi italiani rispetto alle vecchie generazioni

Snack, dolciumi e leccornie minano la linea dei bambini italiani, ma non sembrano ledere la salute dei loro denti. I piccoli del Belpaese sul fronte salute orale se la cavano bene. Tanto da non temere il confronto con mamma e papà, e da aggiudicarsi il primato di generazione più sana. "Se negli anni 80 in media un dodicenne aveva 7 denti cariati- spiega a margine del Congresso internazionale di odontoiatria sociale, Laura Strohmenger dell'università di Milano- oggi un bimbo della stessa età ha in media una sola carie. Questo ci fa ben sperare che in futuro avremo adulti più sani, almeno per quel che riguarda la salute orale". A difendere i denti dei piccoli italiani la prevenzione "stimolata dal mercato che dà segno di funzionare" . Insomma, i bambini del Belpaese sanno che lavarsi i denti li aiuterà ad evitare il temuto trapano del dentista. Poche, del resto, le regole d'oro a cui attenersi. "Pulire bene i denti - ricorda l'esperta - ma anche usare fluoro ed evitare di mangiare più di quattro volte al giorno sostanze ricche di zucchero".
Adnkronos salute

Baciare allunga la vita: si vive cinque anni di più

Dolci, delicati, appassionati che siano,i baci sono senza dubbio la quintessenza dell'amore. Ma non solo. Il giornale berlinese B.Z. ha rivelato tutta una serie di curiosità sul bacio, comprese alcune mediche e curative. Si apprende così che, secondo ricerche di scienziati americani, quelli che baciano di più vivono 5 anni più a lungo rispetto a quelli che invece snobbano o non prediligono le delizie dei baci. Il bacio poi sarebbe utile anche a prevenire la carie. Attraverso l'accresciuta salivazione, nello smalto dentario giungerebbero infatti minerali idonei a indu rirlo e rafforzarlo. Il bacio agirebbe al tempo stesso come una sorta di vaccinazione orale: nei casi soprattutto di baci particolarmente lunghi e intensi verrebbero trasmessi moltissimi batteri. Il corpo è così costretto a reagire con la produzione di sostanze di difesa. E stato calcolato che due persone che si baciano esercitano sulle rispettive labbra una pressione corrispondente a un peso fino a 15 chilogrammi. E il cocktail di ormoni che si sviluppa fa bene alla struttura delle labbra e contribuisce ad avere una pelle più liscia.
La provincia di Lecco

I geni che dal dente portano al cuore

Il collegamento fra la presenza di alcune patologie dentali e l'insorgenza di malattie cardiache, rilevato ormai da diversi studi, è stato spiegato da una ricerca condotta presso l'Università della Florida a Gainesville. Il gruppo di ricercatori diretto da Paulo Rodrigues ha in particolare scoperto che il batterio Porphyromonas gingivalis, capace di creare un biofilm attorno al dente e all'origine di molte peridontopatie, è in grado di penetrare e sopravvivere all'interno delle cellule delle pareti arteriose. Hanno inoltre identificato quattro geni appartenenti al patrimonio genetico di P. gingivalis che concorrono a questa capacità del batterio. Sfruttando la creazione di batteri mutanti, ciascuno con uno dei quattro geni reso inattivo, hanno infatti constatato che la capacità di colonizzazione delle cellule arteriose umane appariva diminuita ma non soppressa. I ricercatori pensano che la conoscenza del modo in cui questo patogeno interagisce con le cellule delle arterie sarà molto utile per sviluppare strumenti diagnostici e terapeutici per l'identificazione e la prevenzione di accidenti cardiaci legati alla presenza del batterio.
Fonte: Le Scienze


Staminali dai tessuti orali, prelievo eticamente neutro

Usa: proposto centro di raccolta di cellule staminali estratte da tessuti orali, come terzi molari o denti decidui. All'inizio dell'estate 2005 dagli Stati uniti è giunto un messaggio che si inserisce nel dibattito aperto riguardo alle cellule staminali: perché non istituire una banca di cellule derivanti dai denti decidui e dai terzi molari, anch'essi fonte di staminali? L'evento scelto per presentare la proposta, che ha avuto come portavoce un rappresentante dei National Institutes of Health, l'ente statunitense dedicato alla ricerca in campo medico, è stata la conferenza dell'American Dental Association tenutasi a New York lo scorso luglio. "I denti da latte e quelli del giudizio, così come l'osso mandibolare e il legamento parodontale, sono tutte fonti di cellule staminali non coinvolte dal dibattito etico" ha di chiarato Pamela Gehron Robey, ricercatrice del National Institute of Dental and Craniofacial Research statunitense; "se fossero raccolte sistemati camente e studiate, un giorno potrebbero aiutare a ricostruire denti persi a causa di incidenti o di patologie del cavo orale e, nelle ipotesi oggi più lontane, potrebbero anche aiutare a migliorare le condizioni di chi è affetto da patologie neurodege nerative come il morbo di Parkinson". Le cellule staminali che provengono dai tessuti orali sono in fatti simili alle cellule dei tessuti nervosi, affermano i ricercatori, perché ne condividono l'origine. La ricercatrice, nel corso del suo intervento, ha spiegato che le tecniche per la raccolta delle cellule staminali sono oggi a disposizione degli studiosi, ma che la comunità scientifica non ha ancora approntato luoghi e sistemi per conservarle e catalogarle in modo che siano pronte per i possibili futuri utilizzi nel campo della salute. "Attualmente è possibile ottenere cellule staminali dai tessuti orali, estraendo parte della polpa dentale e immergendola poi in una soluzione particolare, oppure prelevandole dal midollo dell'osso mandibolare con una biopsia; per quanto riguarda i denti decidui, è possibile ottenere un buon numero di cellule staminali dai denti da latte che non sono rimasti troppo a lungo nel cavo orale, dopo aver perso aderenza con i tessuti circostanti" ha spiegato la ricercatrice. "A proposito di denti decidui è affascinante pensare che il dente che, come vuole la tradizione, viene messo sotto il cuscino, oggi vale molto di più della ricompensa che il bambino troverà il mattino seguente".

Il futuro ci riserva esami clinici non invasivi

Test sulla saliva rileverà la presenza di lesioni cancerose. Esami poco costosi, indolori e non inva sivi per il paziente: la ricerca scientifica lavora in questa direzione, e un gruppo di studiosi statunitensi ha annunciato recentemente che oggi è possibile sperare nella realizzazione di un nuovo test capace di identificare la presenza del carcinoma squamoso del cavo orale attraverso un semplice prelievo di saliva. La notizia e il relativo studio sono stati pubblicati sul Journal of Translational Medicine. Ad aprire il campo di indagine è stata la scoperta che alcune specie di batteri rintracciabili nella saliva identificano circa l'80 per cento dei casi di carcinoma squamocellulare. "Studi precedenti avevano dimostrato che i pazienti affetti da carcinoma presentano una flora batterica orale differente ri spetto agli individui sani, ma fino a ora poco si conosceva riguardo a quali specie di batteri sono tipicamente rilevabili nelle lesioni dovute a questo tipo di patologia" afferma Donna Mager,ricercatrice del Dana-Farber Cancer Institute, istituto specializzato di ricerca e di cura che ha sede a Boston, negli Stati Uniti. "Nei nostri laboratori, grazie alla collaborazione di 45 pazienti affetti da carcinoma squamoso, abbiamo potuto rilevare che questa patologia comporta una presenza elevata di sei specie di batteri, tre delle quali potrebbero rivelarsi molto preziose per mettere a punto un test diagnostico: Prevotella melaninogenica, Capnocytophaga gingivalis e Streptococcus mitis" . I ricercatori hanno di fatto scoperto che l'analisi della presenza di queste tre sole specie di batteri riesce a identificare più dell'80 per cento dei casi di carcinoma squamoso del cavo orale. "Questo tipo di carcinoma, che fa registrare ogni anno circa 400mila nuovi casi diagnosticati nel mondo, ha oggi uno dei tassi di sopravvivenza più bassi tra le patologie oncologiche" conclude la ricercatrice. "La diagnosi precoce è dunque fondamentale anche per questa forma di carcinoma e un test poco costoso, veloce e non invasivo, a cui qualsiasi paziente possa essere facilmente sottoposto, potrebbe aiutare a identificare la malattia nelle sue prime fasi di sviluppo dal momento che, come per altre patologie oncologiche, anche per il carcinoma orale gli screening generali su grandi numeri di pazienti non si sonorive lati efficaci per poter intervenire tempestivamente con le cure adeguate".

Gravidanze rischiose se il sovrappeso è eccessivo

Obesità materna e malformazioni orofacciali del bambino L'attenzione della comunità scientifica per l'obesità, dovuta all'aumento dei casi nei paesi industrializzati, sta portando alla conoscenza di tutti i rischi legati alla condizione di sovrappeso eccessivo. In questo filone di ricerca si inserisce uno studio svedese che ha messo in luce come le donne obese a biano una maggiore probabilità di generare bambini con malformazioni orofacciali. Lo studio, pubblicato dal Cleft Palate-Craniofacial Journal, ha preso in esame 988.171 bambini nati in Svezia tra il 1991 e il 2001. "I risultati indicano che l'obesità è quello che noi definiamo un fattore di rischio specifico per quanto riguarda le malformazioni orofacciali" afferma Marie Cedergren, ricercatrice presso il Dipartimento di ostetricia e ginecologia dell'Università di Linkoping, in Svezia; "come il diabete, la carenza di acido folico o l'essere fumatori, anche l'obesità comporta un rischio concreto per lo sviluppo fisico dei nascituri; altri studi hanno infatti riportato che una madre obesa ha quasi il doppio delle possibilità rispetto a una donna non sovrappeso di dare alla luce un bambino con questo tipo di malformazioni". I ricercatori scrivono che, oltre alle malformazioni orofacciali, l'obesità materna è correlata anche con lo sviluppo di malformazioni cardiache e difetti del tubo neurale. "Pensiamo che sia importante r levare anche i rischi minimi di malforma ioni legate all' obesità, perché i casi di sovrappeso eccessivo sono sempre più numerosi" conclude Cedergren; "si pensi all'esempio della Svezia: qui tra il 1980 e il 1997, cioè in soli 17 anni, il numero di donne obese in età fertile è raddoppiato".

Bocca sana, come si valuta

"Indicatori di salute": parametri che servono a definire dal punto di vista epidemiologico lo stato di salute di un individuo o di una popolazione. Nel progetto europeo di una "cartella della salute" il progetto Egohid, coordi nato da Denis Bourgeois di Lione, raccoglie gli indicatori di salute orale condivisibil tra diversi paesi. "Indicatori clinici sono per esempio il livello di carie, l'estensione della sua incidenza, della malattia parodontale, la copertura di tratta menti ortodontici", spiega Livia Ottolenghi, della "Sapienza" di Roma, partner associato del Progetto. Altri indicatori riguardano i servizi sanitari (accesso alle cure, motivazioni per cui la gente va o non va dal dentista), correlazione tra salute orale e qualità della vita per la presenza di dolore, di disagio sociale relativo alla salute orale. Ne sono stati selezionati 40 sui più di 400 utilizzati a livello internazionale, ora vanno stilate le linee guida di raccolta per un quadro standardizzato di salute.
Repubblica Salute

Collutori: linee guida

La prevenzione di carie, gengiviti, parodontiti richie de regole. Che mancano per i collutori. S'è detto al Collegio dei docenti di odontoiatria. "Le future Linee guida dovranno tenere conto delle indicazioni dei professionisti dei diversi campi odontoiatrici, precisa Alberto Barlattani, ordinario di Protesi dentaria a Tor Vergata, Roma. "Per misurare l'efficacia di un collutorio bisognerebbe basarsi su studi randomizzati, la cui durata è importante per valutare i possibili effetti indesiderati", nota Maria Gabriella Grusovin, Andi. Oltreoceano i collutori a base di oli essenziali sono stati testati a lungo. "Rispetto ad altri principi attivi, come la Clorexidina, hanno mostrato pari efficacia, oltre a proprietà antifungine; sono poi esenti da effetti collaterali: colorazione della lingua, alterazione del gusto, formazione di tartaro. Inoltre si è dimostrata l'attività su numerosi batteri", spiega Sebastian Ciancio, State University, New York. "L'uso quotidiano è indispensabile, i batteri colonizzano tutte le parti del cavo orale", spiega Anna Maria Genovesi, Associazione Igienisti Dentali Italiani.
Repubblica Salute

Il dente si rigenera in una fede nuziale

Andare dal dentista, è come andare in gioielleria ... Ma in Inghilterra in gioielleria vanno proprio i dentisti, per un particolare esperimento: una fede nuziale per 5 giovani coppie che sarà forgiata da scienziati, bioingegneri e dentisti con un composto di vetroceramica contenente alcune cellule del dente del giudizio di uno dei partner. Man mano "le cellule dovrebbero moltiplicarsi e sostituire la ceramica iniziale dando luogo a un anello di osso", ha spiegato il bioingegnere Ian Thompson del Kings College di Londra. Con le cellule di un dente si potranno davvero far crescere ossa umane? Se la cosa funziona, dice Thompson, "ci può essere uno sviluppo imprevedibile per quanti hanno mutilazioni per incidenti o soffrono di cancro alle ossa': Il team è all'opera.
Repubblica Salute

Benefici effetti della terapia parodontale sul diabete

Recenti studi pubblicati su riviste internazionali di settore (Journal of the International Academy of Periodontology, Journal of Periodontology) hanno confermato la relazione tra diabete e malattia parodontale, dimostrando come la malattia parodontale possa giocare un ruolo significativo nel decorso del diabete e come il trattamento della parodontite porti al miglioramento del controllo metabolico nei pazienti affetti da diabete. Studi in vivo hanno dimostrato che la parodontite provoca un aggravamento della situazione generale in soggetti affetti da diabete (aumento dell'intolleranza al glucosio fino al 30%, 25% di incremento dell'IL- 1beta nel tessuto adiposo, maggior distruzione del tessuto osseo alveolare). Con l'applicazione della terapia parodontale si ottiene un significativo miglioramento sia dello status parodontale che della situazione metabolica nei pazienti con diabete di tipo I affetti da parodontite. Il 90% dei pazienti diabetici presenta la malattia parodontale (gengivite e parodontite), quella che un tempo veniva chiamata “piorrea". Non deve stupire un simile andamento, infatti la malattia parodontale è una patologia infiammatoria cronica causata da alcune specie di batteri che sono presenti nella bocca della maggior parte della popolazione. Quando ci sono malattie, come il diabete, che riducono la capacità di difesa e di reazione dell'organismo, l'individuo è predisposto ad ammalarsi più facilmente. Il consiglio perciò è che tutti i pazienti diabetici si sottopongano con una frequenza che varia da tre a sei mesi, nei casi più lievi, a una visita odontoiatrica e che seguano scrupolosamente le indicazioni fornite dal curante. Uno degli obiettivi è quello di rimuovere la placca batterica in modo da togliere dal cavo orale i batteri responsabili della malattia parodontale. Anche se il paziente diabetico ha una maggior predisposizione allo sviluppo della malattia parodontale, lo si può curare con gli stessi mezzi del soggetto non diabetico e si ottengono gli stessi risultati. La cura del cavo orale del paziente diabetico non riguarda solo la prevenzione delle gravi menomazioni e della riduzione delle funzioni della bocca. La malattia parodontale può influenzare il decorso del diabete: se il paziente la presenta si potrà aggravare anche il quadro clinico e potrà essere necessario aumentare il livello della terapia (talvolta l'insuccesso delle cure è dovuto proprio alla presenza di una parodontite trascurata o non riconosciuta), al contrario ci si attende un miglioramento generale dopo la cura odontoiatrica.
Fonte: La Repubblica Salute (modificato)

Denti puliti a tempo di musica

I genitori sanno quanto sia difficile a volte convincere i bambini a lavarsi bene i denti, e lo sanno anche i produttori di articoli per l'igiene del cavo orale, consapevoli del fatto che per invogliare i bambini bisogna parlare il loro linguaggio. E così nei negozi sono comparsi spazzolini di ogni sorta di foggia e colore, con le immagini dei personaggi più famosi dei cartoni animati disegnate sull'impugnatura, oppure porta spazzolini con i piedini di gomma e quant'altro. Da oggi però un nuovo protagonista va ad aggiungersi alla categoria, introducendo per la prima volta la musica nel coloratissimo mondo dei prodotti dentari pensati per questa difficile fascia di consumatori. Una nota ditta americana leader nel settore, ha messo a punto un particolare spazzolino manuale in grado di suonare musica pop mentre viene utilizzato. La nuova linea comprende 18 spazzolini diversi, tutti associati ad altrettante canzoni famose e orecchiabili, come per esempio Let's get it started dei Black Eyed Peas, Survivor delle Destinys Child, YMCA dei Village People, la celebre We will rock you dei Queen, la colonna sonora del film Rocky e molte altre. E' sufficiente che il bimbo metta lo spazzolino in bocca e che tenga premuto il piccolo pulsante posizionato nell'impugnatura, ed ecco che mentre i denti vengono spazzolati le onde sonore si diffondono all'interno della bocca, facendo sì che i motivi risuonino in testa. Le canzoni durano due minuti, ovvero il tempo minimo di lavaggio raccomandato dai dentisti, e quindi il piccolo utilizzatore imparerà che la pulizia è ultimata solo quando la can zone è finita.
Fonte: La Repubblica Salute

Mal di schiena? Controlla i denti

Per risolvere problemi alla colonna vertebrale, ma anche per migliorare la qualità della vita, oggi le terme offrono uno strumento in più: la chinesiologia odontoiatrica.Se il mal di schiena non ti dà tregua, fai un salto alle terme a controllare i denti. I problemi causati da un'errata occlusione dentale si ripercuotono negativamente sulla postura del corpo e, per curarli, esiste uno specifico programma termale che prende il nome di chinesiologia odontoiatrica. Questa disciplina si propone, attraverso l'identificazione di squilibri nel cavo orale, di risalire ad anomalie di tipo muscolare-posturale e di intervenire per correggerle. Alcuni problemi odontoiatrici possono infatti provocare patologie posturali discendenti, responsabili di vari disturbi come cervicalgie, mal di schiena, pubalgie. Ecco perché in presenza di sintomi molto diversi fra loro, come mal di testa, disturbi visivi, vertigini, torcicollo, dolori alla colonna e agli arti, la cui causa sfugge agli accertamenti di laboratorio, è utile recarsi in uno dei centri termali che praticano la chinesiologia odontoiatrica e prenotare una visita presso l'équipe di odontoiatri, chiropratici e fisiatri che si occupano di questa tecnica.
Sanihelp.it

Contro le carie batteri "mutanti" come barriere

Un recente rapporto dell'Oms indica un significativo miglioramento della salute orale nei cittadini dei paesi industrializzati. A questo risultato ha contribuito l'uso dei dentifrici al fluoro e la maggiore attenzione dei cittadini all'igiene della bocca. Un nuovo metodo per prevenire gli effetti dannosi di Streptococcus mutans, il batterio che causa la carie, è prossimo ad essere non solo di reale ma anche di concreta applicabilità. Sono stati, infatti, prodotti in laboratorio ceppi mutati dello stesso battere, ma privi della capacità di sciogliere i tessuti del dente e provocare la carie. Questi ceppi, se introdotti nel cavo orale costituiscono il "cugino" patogeno ed impediscono la formazione della carie. La cura di questa malattia è sempre meno invasiva; può, in alcuni casi, basarsi su tecniche innovative ed atraumatiche come l 'ozono terapia ed utilizza sistemi adesivi e materiali compositi così efficienti e simili ai tessuti dentari naturali da aver indotto diverse scuole di odontoiatria a non insegnare più l'uso dei vecchi amalgami.
Repubblica salute

Quando mangiare fa bene ai denti

Se prima erano i bambini di famiglie povere ad avere maggiore probabilità di sviluppare carie dei denti, una recente ricerca ha dimostrato che non è la condizione economica a fare la differenza, ma la qualità dell'alimentazione. I ricercatori hanno infatti dimostrato l'importanza della prima colazione e delle cinque porzioni di frutta e verdura giornaliere per la salute dei denti dei più piccoli. In circa 4.000 bambini, tra i due e i cinque anni, osservati tra il 1988 e il 1994, solo il 23% che faceva colazione ogni giorno aveva avuto carie, rispetto al 34% dei bambini che invece la saltava. Le carie hanno interessato solo nel 18% dei bambini che mangiavano almeno 5 porzioni di frutta e verdura al giorno, e il 26% di quelli che ne mangiavano meno. Gli autori, tra l'altro, hanno ipotizzato che saltare la prima colazione favorisce il consumo di spuntini durante la giornata, che sono prevalentemente zuccherati. Fonte: Dica33

Non tutti gli snack nuocciono alla salute

La scorsa estate un gruppo di ricercatori statunitensi ha aggiunto un postulato importante al valore nutritivo della frutta: non solo, come tutti sanno, la frutta fresca è salutare; non solo, come affermano i nutrizionisti, la frutta secca è molto energetica; ma addirittura gli snack comunemente in vendita sugli scaffali dei supermercati, se contengono uva passa, sono in grado di aiutare a ostacolare la formazione della carie. Come è possibile? "Ciò che sembra un controsenso a chi è abituato a pensare gli snack come un pericolo per la salute dei denti è dovuto in realtà alle proprietà microbiologiche dell'uva" risponde Christine Wu, ricercatrice presso College of Dentistry della University of Illinois di Chicago che ha presentato i risultati delle proprie ricerche al congresso annuale dell'American Society of Microbiology tenutosi ad Atlanta (Usa). "Alcuni dei composti fitochimici contenuti nell'uva, infatti, nei nostri esperimenti si sono dimostrati in grado di ostacolare l'azione dei batteri che formano la placca e che possono danneggiare i tessuti dentali". Lo studio dimostra infatti che l'acido oleanoico e altre sostanze che costituiscono l'uva passa inibiscono la proliferazione di due tipi di batteri: lo Streptococcus mutans, una delle principali cause della formazione delle lesioni cariose, e il Porphyromonas gingivalis, presente nei casi di malattia parodontale. "La concentrazione che consente agli elementi fitochimici di combattere i batteri è compresa tra 200 e 1.000 microgrammi per millilitro; ciò che è più interessante, però, è che già a 31 microgrammi per millilitro le sostanze che costituiscono l'uva passa riescono a inibire la capacità dello Streptococcus mutans di aderire alle superfici dentali e di formare quindi la placca". Gli alimenti presi in considerazione dai ricercatori sono le barrette in vendita come spuntino tra i pasti principali e i prodotti costituiti da cereali e uva passa utilizzati in genere per la prima colazione. "L'uva passa, essendo molto dolce e 'appiccicosa', è spesso considerata un nemico dell'igiene dentale ma non è così" conclude Wu. "Il pregiudizio è vero solo quando lo snack contenente uva passa contiene anche zucchero aggiunto: in questo caso la gommosità del cibo, unito alla presenza del saccarosio, rende l'alimento dannoso per le superfici dentali; l'uva passa di per sé, invece, contiene zuccheri come il fruttosio e il glucosio che rendono l'ambiente orale meno acido, oltre agli elementi fitochimici di cui abbiamo dimostrato le qualità".


Le 5 erbe della salute di denti e gengive

Salvia, ratania, camomilla, echinacea e mirra: sono le 5 piante della salute del cavo orale. Gli esperti consigliano di usare prodotti di pulizia a base di que sta magica combinazione, per sfoggiare denti brillanti e gengive sane. L'idea in realtà è antica: già nel 1937 il dentista tedesco Focke consigliava di lavarsi i denti con erbe mescolate con bicarbonato di sodio, utile in caso di infiamma zioni o emorragie del cavo orale. Il bicarbonato di sodio è un sale con composizione chimica alcalina (non acida) e pH pari a 9. E anche presente nella saliva della bocca dove, neutralizzando gli acidi prodotti dalla decomposizio ne della placca batterica, protegge lo smalto dei denti. Abrasività delicata e potere neutralizzante lo rendono un'efficace componente delle paste dentifrice. E se a questo prezioso alleato dell'igiene orale aggiungiamo l'echinacea, che aumenta la resistenza dei tessuti, la salvia, dall' effetto tonificante e deodorante, la mirra, astringente e antisettica, la camomilla, che svolge un'azione lenitiva e decongestionante, e la ratania, dall'effetto antinfiammatorio e astringente, ecco il dentifricio perfetto per la salute e la bellezza del nostro sorriso.
Sanihelp

Cura i tuoi denti. L'igiene quotidiana è l'arma migliore. Tecniche e consigli per la salute della bocca. Anche il vino sarebbe antiplacca e anticarie

di Annamaria Messa
Un sorriso illumina la giornata e facilita la vita. Dentifricio, filo e scovolino sono di uso quotidiano a tutte le età. Si moltiplicano nuovi ritrovati, studi scientifici e suggerimenti per denti bianchi e sani. Ricette del tempo di Ippocrate (480 a. C.) consigliavano di pulire la bocca con paste composte anche con parti di animali provvisti di robuste dentature. Oggi i ricercatori suggeriscono, insieme all'igiene orale di routine, sciacqui con il vino e superdosi di concentrato di pomodoro. Stando alle sperimentazioni in vitro di uno studio dell'università di Pavia pubblicato sul Journal of Agricolture and Food Chemistry, il vino sarebbe antiplacca e anticarie. Altrettanto nuovo l'uso del concentrato di pomodoro contro le gengiviti. Lo suggerisce un altro recente studio, pubblicato sulla rivista inglese "Oral Health & Preventive Dentistry". Il merito sarebbe dell'elevata quantità di licopene contenuta nel concentrato. "In Italia la gengivite inizia già nel 20-25 per cento dei giovani sotto i 16 anni. Resta fondamentale la rimozione meccanica della placca con spazzolino, filo interdentale, scovolini, per evitare che la gengivite, trascurata, si trasformi in un caso clinico infiammatorio più complesso. Nel concentrato di pomodoro, la quantità di licopene è maggiore e meno variabile di quella del frutto fresco e secondo i risultati dello studio basterebbe un cucchiaio di triplo concentrato nelle preparazioni culinarie per fornire i circa 9,15 mg di licopene, che contribuiscono a ridurre la gengivite", spiega Antonio Carrassi, direttore Medicina Orale, Ospedale San Paolo, Università di Milano . I semplici gesti di lavare bene i denti, usare filo ed eventualmente collutorio ogni giorno garantiscono la salute della bocca, allontanano gli interventi del dentista, prevengono le malattie del cavo orale distruggendo quella che si chiamava placca batterica e ora si definisce "biofilm" orale. Una misura di prevenzione a tutto campo visto che i microrganismi del biofilm (batteri, virus e funghi) possono provocare danni e malattie anche in altri organi. "I tessuti orali naturali e i materiali artificiali presenti in bocca sono colonizzati da microbi che provocano carie, gengiviti e parodontiti. Funghi come la Candida possono causare candidosi specie in diabetici, immunodepressi o portatori di protesi complete. Altre specie possono produrre sostanze come le nitrosamine con attività cancerogena", sottolinea Silvio Abati, Dipartimento Medicina, Chirurgia e Odontoiatria università Milano. è oramai dimostrato scientificamente che un'eccessiva quantità di microbi patogeni in bocca può aggravare il rischio di insorgenza o aggravamento di cardiovasculopatie, diabete e infezioni polmonari. In più una ricerca americana ha constatato che più i batteri della bocca erano numerosi, più erano spesse le pareti delle arterie.

home | il centro | curiosità | contatto | approfondimenti | dove siamo | sfondi | casi clinici | Mappa del sito


Menu di sezione:

Cerca

Torna ai contenuti | Torna al menu